STOICISMO E ZENONE
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La saggezza è specializzata nell'arte di affrontare o di subire i «colpi della sorte».

Fra tutti gli antichi, furono gli Stoici quelli che svilupparono al massimo quest'arte.

Emil Cioran

 

Lo stoicismo è una corrente filosofica e spirituale che prende il nome dalla Stoà Pecìle (“portico dipinto”) di Atene, luogo dove il fondatore, Zenone di Cizio, impartiva le sue lezioni.

Egli era di origine fenicia e sebbene non fosse Greco di nascita fu un filosofo talmente brillante che alla sua morte venne seppellito nella Necropoli del Ceramico, a spese pubbliche. In effetti Zenone dedicò la propria vita agli studi filosofici e venne sempre ben considerato da parte dei suoi contemporanei, che gli concessero diverse onorificenze nonostante le sue origini straniere.

L’importanza dei suoi studi per lo stoicismo è immensa: fu proprio lui a gettare non solo le basi di questa corrente, ma anche a delineare in maniera illuminante i principi fondamentali stoici e il modello di vita ideale che approfondiremo nei prossimi articoli.

 

La passione è un correre sbigottito dell'anima.

Punto centrale della filosofia stoica è il distacco dalle cose terrene e l’astensione dalle passioni, cioè l’apatia.  Questo termine, che deriva dal greco e significa letteralmente senza passioni, non indica però una fuga dai sentimenti e dall’emotività che ognuno di noi trova necessariamente dentro di sé. Zenone, anzi, è molto chiaro nel sostenere che l’uomo integro a livello morale ed intellettuale è colui che riesce a dominare le proprie passioni, e non a fuggirle, di modo che non siano più esse ad impossessarsi di lui ogni volta che vive un evento esterno, al quale quindi egli re-agirebbe passivamente. Ciò significa che il saggio, sapendo dominare le proprie passioni, è realmente in grado di agire in maniera attiva e di modificare la realtà che lo circonda, poiché è in grado di controllarsi e non si lascia scalfire più da nessun tipo di evento esterno, raggiungendo così l’atarassia, cioè l’imperturbabilità, che è il massimo ideale stoico.

La dottrina stoica si divide in tre principali discipline, delineate da Zenone stesso, che affondano però le loro radici nella filosofia dell’antichità.

LA LOGICA

Senza addentrarci in maniera eccessivamente specifica e dettagliata in quest’ambito di indagine, sappiamo che il termine logica deriva dal greco Logos, dal duplice significato ragione e discorso.

Gli stoici, quindi, attraverso lo studio della logica compiono una profonda indagine dei discorsi non soltanto dal punto di vista retorico, ma anche attraverso un’analisi della parola nella sua forma e nel suo significato.

Non dobbiamo memorizzare voci e vocaboli, ma dobbiamo esercitare l’intelletto per disporlo all'uso, non come se dovessimo ricevere qualcosa bell'e cotto e imbandito.

 

Come vedremo nei prossimi articoli, infatti, la filosofia stoica è estremamente pratica e disprezza le conoscenze e nozioni teoretiche se non possono essere di aiuto all’Uomo nella sua vita.

Lo studio della Logica si distacca quindi dalla metafisica e si pone come campo d’indagine autonomo, che si occupa tanto delle regole formali del pensiero quanto dei costrutti del linguaggio con cui esso viene espresso.

LA FISICA

Riteniamo in questa sede più interessante soffermarci sulla fisica come ambito d’indagine che riguarda il mondo, la sua formazione e il suo funzionamento. In questo particolare campo, infatti, lo stoicismo mostra in maniera incontestabile l’antichità delle sue radici da una parte e la forza del suo messaggio, che ispirerà la filosofia moderna, dall’altra.

Gli stoici, nella teoria della nascita del Cosmo, partono da un presupposto a noi ben noto: in Principio era il Fuoco.

Quest'ordine, che è identico per tutte le cose, non lo fece nessuno degli dèi né gli uomini, ma era sempre ed è e sarà fuoco eternamente vivo, che secondo misura si accende e secondo misura si spegne.

 

Eraclito

La forza creatrice e produttiva del mondo, come sosteneva già Eraclito, sarebbe dunque il Fuoco, che rappresenta la nascita e la morte dell’universo stesso in quanto prima genera e poi distrugge il Cosmo, seguendo dei cicli cosmici ben precisi.

Il Cosmo però si ristabilisce ogni volta nel suo stato originario in una sorta di conflitto universale ciclico che non avrà mai fine, in quanto il mondo continuerà a nascere dal Fuoco e a morire in esso, esattamente come l’Uomo, secondo Nietzsche, sarà sempre costretto a ripetere eternamente la sua vita rivivendo ogni situazione.

«La ricostituzione del tutto avverrà non una, ma più volte, o meglio le stesse realtà si ricostituiranno all'infinito e senza limite. [...] E gli dèi, non essendo soggetti alla distruzione, ma succedendo ad ogni ciclo, conoscono perciò tutto quanto avverrà nei cicli successivi, perché non vi sarà nulla di diverso rispetto a ciò che è accaduto in precedenza.»

Questo eterno movimento è incausato, inarrestabile e immanente, cioè permea tutta l’esistenza, vivente e non vivente.

Ponendo questa volta le basi della filosofia di Spinoza, gli stoici sostengono infatti l’impossibilità dell’esistenza di un dio trascendente che crei qualcosa al di fuori di sé stesso, in quanto sarebbe un Dio imperfetto, portato a creare al di fuori di sé perché mancante di qualcosa al suo interno.

È dunque evidente che Dio è Natura per lo stoicismo tanto quanto lo sarà per Spinoza, e permea l’universo intero, il cui sviluppo costituisce lo sviluppo di Dio stesso.

Ciò che fa uso della ragione è superiore a ciò che è privo di ragione; ma non c'è nulla di superiore al mondo; dunque il mondo ha l'uso della ragione.

 

L’ETICA

Terzo campo di indagine della filosofia stoica è proprio l’Etica, che si basa sullo studio della virtù di vivere in conformità ed armonia con la Natura.

Tutto l’universo, come abbiamo detto, è permeato e composto dall’energia divina creatrice, ma l’Uomo viene considerato l’unica creatura portatrice della scintilla divina, cioè l’unico essere in cui il Logos si rispecchia perfettamente.

Mentre gli animali non compiono delle scelte coscientemente, ma si conformano ai loro istinti, l’Uomo deve conformarsi alla Ragione. Per gli stoici questo termine non significa semplicemente intelligenza o buon senso, ma ha un valore estremamente più elevato: indica la porta dell’Anima, o Heghemònikon.

L’Uomo è dunque considerato un vero e proprio microcosmo, la cui realizzazione massima è ovviamente determinata dall’armonia con il macrocosmo, che si raggiunge nel momento in cui si ha il pieno dominio delle passioni e le azioni sono determinate soltanto dalla Ragione, cioè dalla voce dell’Anima, che ad altro non mira se non al Bene.

 

Il fine della vita umana e sommo bene è vivere in coerenza con la natura.