Sparta: le Origini del Mito

Secondo il mito, il primo re di Sparta (dal greco Σπάρτα, Spártā)

sarebbe stato Lelego. A succedergli fu il figlio (nipote secondo altre versioni) Eurota, il quale avrebbe prosciugato la piana paludosa dove la città era situata, nella regione greca della Laconia. Eurota, da cui prende il nome il fiume che scorre nei pressi di Sparta, non ebbe eredi maschi: la scelta della successione ricadde su Lacedemone (dal greco Λακεδαίμων, Lakedaimōn), figlio di Zeus e della Pleiade Taigete, da cui prende il nome il monte che domina Sparta. Lacedemone sposò la figlia di Eurota, Sparta appunto. La coppia sarebbe tra gli antenati di uno dei più conosciuti eroi della mitologia greca: Perseo.

Scudo spartano, con la lettera "lambda", prima lettera di Lakedimōn (Lacedemone)

Scudo spartano, con la lettera "lambda", prima lettera di Lakedimōn (Lacedemone)

La città appare nell’Iliade e nell’Odissea. Appartenente al regno di Menelao, fratello di Agamennone, vi appare ora citata come Sparta ora come Lacedemone, dal nome del leggendario fondatore.

Più prosaicamente, gli storici ritengono che Sparta sia nata attorno al X sec. a.C. dall’unione di cinque villaggi. Questo spiegherebbe l’origine della tradizione spartana di avere al vertice due re contemporaneamente, appartenenti a due dinastie: quella degli Agiadi e quella degli Europontidi. È probabile che sia in questa originale natura di comunità separate che sia da ricercare la motivazione del nome Sparta: uno dei significati etimologici della parola infatti è “dispersa”, anche se “seminata” rimane quello principale.

L’espansione spartana ha inizio nell’VIII sec. a.C., con la prima guerra Messenica, che vide Sparta opposta alla Messenia, regione confinante con la Laconia, e con le polìs di Argo e Sicione.

La guerra terminò attorno al 710 a.C. con le prime conquiste da parte spartana. È del 708, invece, la fondazione della prima (e unica) colonia spartana: Taranto. I suoi primi coloni furono i Partheni, figli illegittimi di spartani e schiave nati durante la guerra appena terminata, che a causa di questo status non potevano avere diritti politici in patria. Questi si rivolsero all’oracolo di Delfi, che assegnò loro “Satyrion e la pingue regione di Taranto”.

Sparta, a differenza di altre polis, non si dedicò alla fondazione di altre colonie, concentrandosi invece sul controllo dei territori acquisiti con la prima guerra Messenica, attraverso le quali trarre tutte le risorse necessarie alla città.

II Taigeto, il monte che domina Sparta

All’inizio del VII sec. a.C. scoppiò la seconda guerra Messenica, durante la quale Sparta completò la conquista della Messenia; nel corso del VI sec. a.C., poi, Sparta raggiunge la costa orientale del Peloponneso e l’isola di Citera.

Il Taigeto, il monte che domina Sparta

È il momento di massima ascesa di Sparta. Il suo esercito è impegnato all’estero e oltre mare, per esempio rovesciando la tirannide di Sicione e procurandosi un alleato nel golfo di Corinto, stabilendo, grazie alla diplomazia e al suo esercito, una posizione di forza, prima sulla vicina Argo, quindi sull’intero Peloponneso, dominato attraverso una rete di alleanze permanenti, istituzionalizzate nella lega del Peloponneso. Solo Sparta aveva la possibilità di convocare la lega che, con votazione a maggioranza dei suoi membri, dava appoggio a Sparta.

Il VI sec. a.C è un periodo di transizioni importanti. Inizia una forte riduzione dei commerci con l’estero e l’importazione dei beni che oggi definiremmo di lusso. Sparta rifiuta di adottare una moneta, preferendo rimanere ancorata a sistemi arcaici.

Sono sintomatici, questi cambiamenti, di una società conservatrice, orientata all’imperialismo, per cui è necessario proteggere la propria integrità e la propria forza. La vita degli spartani comincia quindi ad essere regolata da una ferrea disciplina, in stretta relazione con le necessità militari; ma gli spartani propriamente detti sono un’élite.

Della struttura sociale e politica spartana, voluta, secondo la tradizione, dal leggendario legislatore Licurgo parleremo nel prossimo articolo.

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