Attenzione e Possibilità

le Chiavi del Potere

La Forza e i suoi rapporti sono, come abbiamo visto, elementi centrali per l’analisi del Potere. Per questo motivo dopo aver analizzato i rischi di una mal comprensione del paradigma che regola il rapporto di Forza e l’acquisizione di Potere, è ora di stabilire i benefici del corretto intendere lo schema.

IL PARADIGMA CORRETTO

 

+ POSSIBILITA’= + FORZA = + POTERE

Come già visto, una giusta conoscenza del paradigma che regola il Potere propone quest’ultimo quale sintesi delle proprie Possibilità, che, in termine ultimo, sono la Forza di cui si dispone.

Ne consegue che per poter gestire, esprimere, e in caso incrementare il Potere è necessario innanzi tutto accorgersi e porre l’attenzione sulle proprie Possibilità.

Come già accennato nell’articolo introduttivo e ne “Le ragioni della Forza" questo passaggio così poco considerato permette di ottenere tre risultati determinanti:

1.Uscire da un eventuale stato di passività per entrare in un circolo virtuoso attivo e vitale:

Si potrebbe senza dubbio descrivere una situazione di impotenza come una condizione di assenza di possibilità: spesso quando ci si sente impotenti, in effetti, si entra in un circolo vizioso in cui si pensa e ripensa sempre alle stesse soluzioni che portano inevitabilmente agli stessi esiti fallimentari, o a rincorrere elementi non in proprio Potere o irraggiungibili, andando a confermare la sensazione di impotenza.

Concentrarsi, invece, su quello che è nelle proprie Possibilità inverte il processo, ponendo l’individuo nella condizione di aprire nuovi orizzonti o rafforzare quelli già presenti e rigenerando la sensazione vitale che porta ad essere attivi e propositivi.Sono moltissime, ad esempio, le piccole o grandi realtà imprenditoriali che facendo così si sono risollevate e hanno prosperato.

2.Conoscere e poter agire nel concreto per aumentare il proprio Potere:

Il desiderio di Potere viene accresciuto con basi sane e concrete nel guardare e aumentare le proprie possibilità molto più che nell’andare ad inseguire esteriorità come status symbol, incarichi prestigiosi o carriere appariscenti non solidamente sorretti da una base concreta.

Più si conoscono le proprie possibilità, più si può scegliere come aumentarle in base agli obiettivi prefissati e come raggiungere questi ultimi con buone probabilità di successo.

Anche qualora si dovesse incorrere in un fallimento, il lavoro fatto non sarebbe comunque stato vano e si potrebbe ripartire verso nuovi obiettivi da una base, tra l’altro, in continua crescita.

Allora status symbol, incarichi e carriere sarebbero ottenuti, in caso, come diretta conseguenza del corretto approccio.

3.Dare senso concreto alla Volontà di Potenza:

La spinta Vitale che determina ed è determinata dalla Volontà di Potenza trova la sua dimensione concreta nelle Possibilità presenti, di conseguenza dare attenzione e agire secondo queste da ancora più energia alla Volontà di Potenza che concretizzandosi dirige automaticamente il soggetto o il gruppo verso la piena realizzazione di Sé.

Da aggiungere che questa strada porta all’individuazione e al perseguimento della propria “Missione”, ossia del “motivo della propria esistenza”, quindi aiuta a dare un senso concreto alla propria esistenza in termini sia individuali che di gruppo.

Dunque l’intenzione e l’azione di spostare l’attenzione verso ciò che “si può” è un passo determinante verso il complesso e articolato lido del Dominio su di Sé e porta così nella quotidianità una delle questioni più importanti della storia dell’uomo e quindi del nostro percorso: la conoscenza e il dominio di Sé come via esistenziale.

Come visto nell’articolo sul Potere come elemento Rivelatore, il Dominio su di Sé parte dall’osservazione di Sé per accorgersi delle proprie meccanicità. Ora con il paradigma un po’ più approfondito nei Rapporti di Forza mettiamo l’accento su dove direzionare le nostre energie: mantenendo lo sguardo su di Sé, iniziare a scegliere a cosa dare energia in termini di attenzioni e concentrazione corrisponde ad un momento centrale per lo sviluppo del Potere, iniziando a prendere attivamente in mano le redini di sé stessi.

L’applicazione del corretto paradigma porta inevitabilmente ad un cambiamento profondo, che spesso si inizia a percepire come l’aprirsi di nuove prospettive e punti di vista.

Come ogni cambiamento, anche questo porta con sé le inevitabili resistenze della condizione precedente.

In questo caso si sviluppa un vero e proprio Rapporto di Forza che segue le medesime logiche viste precedentemente, tra la meccanicità e la consapevolezza che man mano viene acquisita.

IL RAPPORTO DI FORZA INTERIORE

Dato che chiunque, gruppo o individuo, è soggetto a meccanicità, il cambio di sguardo andrà a fungere come un sasso all’interno di un ingranaggio. Inizialmente la consapevolezza generata dall’applicazione del nuovo paradigma andrà a generare delle resistenze interiori che si opporranno al cambiamento proprio come chiunque voglia smettere con qualsiasi vizio o abitudine radicata si troverà tentato a cedere nuovamente al vizio o all’abitudine.

Ovviamente, dopo l’euforia iniziale, il Rapporto di Forza sarà estremamente favorevole alla meccanicità precedente, quindi sarà un rapporto asimmetrico e come tale andrà trattato. Inutile prendere di petto un rapporto così sfavorevole, imponendosi regimi insostenibili che condurrebbero al fallimento il Dominio su di Sé.  Più si rinnova la scelta di perseguire la nuova strada più si dà Forza alla consapevolezza acquisita rispetto alla meccanicità abituale e il Rapporto di Forza andrà man mano ad invertirsi.

L’attrito che si genera nel cercare di dirigere le proprie energie verso le proprie Possibilità, scoprendo, gestendo e aumentando il proprio Potere attraverso questi primi passi di Dominio su di Sé, e le tentazioni di volgere lo sguardo verso l’esterno cercando di mendicare le briciole che il Mondo potrebbe concederci, genera un potenziale di energia che se gestito a sua volta può essere fonte di Potere.