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Libertà va cercando

Nostra signora la libertà, per alcuni è solo una statua di dubbio gusto poggiata su di un’isola a largo di New York. Per altri una parola da urlare tra le strette cinghie di una museruola che alle orecchie più fini suona come latrato di canide.

  Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di        ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del          loro potere.

  Winston Smith

Riflettere sul concetto di libertà è più di una moda. Intellettuali ed intellettualoidi del millennio scorso e presente si son cimentati nel dare senso a qualcosa che forse non abbiamo mai provato e forse non proveremo mai.
Come in una caccia al tesoro architettata ad hoc da una madre per gli amichetti del figlio durante la festa del compleanno, in tal modo le sagge Norne tessono la tela del destino ponendoci di fronte a enigmi / tranelli / scherzi che solo la certezza di sapere cosa stiamo cercando ci mantiene retti anche sulla vie più aspre.

  In fondo tirannide e libertà non possono essere considerate separatamente, anche      se dal punto di vista temporale l’una succede all’altra. È giusto dire che la tirannide      rimuove e annienta la libertà – anche se non si deve dimenticare che la tirannide è      possibile soltanto se la libertà è stata addomesticata e ormai ridotta a vuoto concetto

 

  Ernst Junger

Le parole del tedesco inducono l’errore l’uomo moderno autoprivatosi dei poteri ancestrali già citati nel precedente articolo (Cronache dal Bosco – il Ribelle).
Ritenere che originalmente la Libertà dell’individuo dipenda da una condizione esterna è la la più antica trappola dei tiranni e stringe i polsi più delle fredde catene.
Non è questione di non avere padroni come diceva Cicerone, ma è una questione di scelta.

  La libertà si ottiene sia con la rinuncia che con l’adempimento delle azioni. Delle          due,la via dello yoga dell’azione è migliore della via della rinuncia all’azione

 

  Bhagavadgītā

Come essere più chiari dell’antico testo indiano che accentra il potere liberatorio nell’individuo e sinteticamente scioglie le briglie nichiliste che da sempre affliggono l’umanità intera?

La libertà è una radura nel bosco.
Nulla più di questo.