IL GIORNO PIU’
BREVE CHE CI SIA
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Quest’anno, in occasione delle Feste, abbiamo deciso di accompagnarvi in un viaggio alla scoperta dei significati più veri e profondi delle ricorrenze e dei personaggi che si ricordano in questo periodo. Sarà un affascinante percorso che ci porterà a scoprire come molte delle nostre Tradizioni più amate, che noi credevamo antiche, hanno in realtà origini ancora precedenti, che si perdono nella notte dei tempi.


Il punto di partenza del nostro viaggio è il 13 Dicembre, festa di Santa Lucia che, come recita un antico detto popolare, è il giorno più corto che ci sia; è infatti proprio il momento dell'anno in cui il tramonto del Sole avviene prima. Ciò nonostante, oggi sappiamo che l’affermazione che il proverbio contiene non corrisponde al vero: come si può evincere da qualsiasi calendario, il giorno più breve dell’anno è quello in cui si verifica il Solstizio d’Inverno, che notoriamente cade qualche giorno dopo, il 21 di Dicembre. Perché dunque esiste questa diceria, se è vero che i nostri antenati prestavano molta più attenzione di noi all’osservazione degli astri? Si tratta forse di un errore grossolano, basato su qualche credenza anti-scientifica? 


Ebbene… no! Molto più semplicemente, quando il proverbio si è diffuso, il giorno dedicato a questa Santa ricorreva davvero nei giorni del Solstizio invernale, per poi venire anticipato al 13 Dicembre con l’adozione del Calendario Gregoriano, nel 1582.


Vissuta a Siracusa a cavallo tra il III° e il IV° secolo d.C., Santa Lucia è caduta martire della persecuzione contro i Cristiani voluta dall’Imperatore Diocleziano. Dopo la sua morte, anche a causa di alcuni miracoli che le vennero attribuiti, la devozione nei suoi confronti si diffuse rapidamente dalla Sicilia ad altre regioni italiane e anche oltre i nostri odierni confini, ed oggi la sua figura è venerata sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa, oltre che da quella Protestante. Ancora oggi la ricorrenza di Santa Lucia viene celebrata in Sicilia e in numerose altre località di tutta Italia. In particolare è molto sentita anche nella Lombardia Orientale, nel Veneto e nei territori che fecero parte della Repubblica di Venezia, anche oltre gli odierni confini di Stato. Proprio nella Città Lagunare è sepolta la Santa, ed è a Venezia che nacque l'usanza di offrire dei doni ai bambini in occasione della sua festa. La sua figura andò dunque a sostituire, rendendolo accettabile secondo i canoni della religione Cristiana, quello che più anticamente era il culto degli Avi, cioè degli Antenati, che sin dai tempi dell'Impero Romano prescriveva lo scambio di doni proprio nei giorni del Solstizio Invernale.


Nell'iconografia tradizionale, Santa Lucia viene spesso raffigurata con in mano un piatto contenente i propri occhi; ciò è dovuto ad una diceria, priva di fondamenti storici e diffusasi soltanto nel XIV Secolo, secondo la quale durante il suo martirio avrebbe subito la mutilazione di questi organi, o se la sarebbe auto-inflitta. Nonostante, secondo le fonti storiche, la sua vicenda personale in realtà non abbia avuto a che fare con questo concetto, è indicata come la Santa protettrice degli occhi e della vista. Questo a causa dell’etimologia del suo nome, che deriva dal latino lux, luce, e dunque richiama in un certo qual modo anche gli organi che ci rendono in grado di percepirla.


Da qui l’accostamento tra la sua figura ed i giorni dell'anno in cui veniva ricordata anticamente, cioè quelli del Solstizio d'Inverno, periodo nel quale, da sempre, si celebra il ritorno della Luce solare, con le giornate che tornano ad allungarsi e a far sperare nell'arrivo di una nuova bella stagione.


Una speranza, questa, valida a maggior ragione in un Paese freddo come la Svezia, dove per tradizione il giorno di Santa Lucia le figlie minori di ogni famiglia, destatesi prima del sorgere del sole, indossano un abito bianco chiuso da una cintura rossa, una coroncina fatta di rami di mirtillo e di sette candele accese, e cantando vanno a dare la sveglia a fratelli e genitori, offrendo a loro e poi eventualmente agli animali domestici dei biscotti preparati il giorno precedente. Ma cosa c'è davvero dietro questo modo pittoresco ed unico al mondo di festeggiare questa ricorrenza, in un luogo peraltro così fisicamente distante da quello di origine della Santa?


Ciò che con il diffondersi del Cristianesimo ha assunto il nome di “Festa di Santa Lucia”, per i fedeli svedesi altro non è se non l'adattamento ai canoni della religione Cristiana stessa, di una Tradizione ben più antica: si festeggia così ancora oggi, il 13 dicembre, la “Festa delle Luci”, conosciuta anche come “Piccolo Yule”. Nella Tradizione pagana Nordeuropea Yule era un periodo della durata totale di circa un mese, che precedeva e seguiva il giorno del Solstizio Invernale di una quindicina di giorni, e la Festa delle Luci era la prima tra le più importanti celebrazioni di questo periodo. Durante questa giornata veniva reso omaggio ad un'altra figura femminile: la Dea della Luce, della quale si chiedeva l'aiuto e la protezione durante i giorni più bui e freddi dell'anno; si tratta di una divinità in merito alla quale non sono molte le informazioni giunte fino a noi. È facile però immaginare che sia proprio questa la figura rappresentata ancora oggi dalle giovani svedesi, e che il loro modo di indossare le candele accese sia una sorta di rito propiziatorio nei confronti del ritorno della luce solare, eseguito peraltro tradizionalmente in un momento della giornata, quello del sorgere del Sole, che rappresenta perfettamente questo concetto.


Ma sono molti gli esempi, anche a noi geograficamente più vicini, di Comunità che festeggiano questa ricorrenza con l'accensione di fuochi, luci o falò, come avviene ad esempio a Napoli o a Crotone. Si tratta in alcuni casi di riti antichissimi, antecedenti anche alla diffusione del Cristianesimo, nei quali sembra essere messo in atto quasi un tentativo da parte dell'uomo di stimolare il ritorno del calore e della luce del Sole.


Si conclude qui la prima tappa del nostro percorso.


Nei prossimi appuntamenti scopriremo nuove curiosità sui simboli delle nostre Feste più amate, quindi continuate a seguirci e... 


... buone Feste a tutti!