L ' Egemonikon e la Chiave di Realizzazione

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L’autorealizzazione è un obiettivo sano, e solo chi si educa al Potere può aspirarvi sul serio.

Chi è indebolito, infiacchito e drogato di Virtualità cerca comunque di raggiungere la soddisfazione di sé, ma non riuscendo a realizzarla nel mondo reale in quanto percepito come impietoso, trova sollievo rifugiandosi nell’illusione.

Proprio il rapporto con la realtà è un aspetto chiave per l’educazione al Potere: la differenza tra chi è forte e chi è debole sta nel fatto che il forte riesce a guardare, accettare, e quindi potenzialmente cambiare la realtà, mentre il debole la rifugge.

Questo approccio antitetico nasce da un diverso modo di relazionarsi con la Natura: il forte instaura con essa un rapporto armonico, in equilibrio con le sue leggi e i suoi cicli. Questa capacità, atavicamente coincidente con la capacità di sopravvivere, si concretizza, man mano che l’uomo evolve, nella relazione specifica con la Realtà: sin dai tempi arcaici l’uomo si è scontrato, adattato, trasformato con l’ambiente circostante, cercando di domarlo e di adeguarvisi per quanto possibile, al fine di assicurarsi la sopravvivenza, la crescita e la prosperità. La coscienza di essere parte integrante dell’ecosistema Natura, ha determinato la ricerca della propria interiorità nella relazione con essa: più mi relaziono con l’ambiente esterno, con la realtà che mi circonda, con la Natura, più mi relaziono con la mia natura interiore. Va da Sé che il modo di relazionarsi diventa determinante: se avrò un rapporto conflittuale con la Natura, avrò un rapporto analogo con la mia interiorità, se lo avrò armonico con la Natura, vi sarà armonia anche dentro di me.

In ogni caso, indipendentemente dalla qualità della relazione, il punto focale è lo sviluppo del rispetto per la Natura, il Kosmos, la realtà, che va ad innescare un rapporto con la propria interiorità, la quale altrimenti sarebbe negata.

Tale rispetto – da respicere, considerare – porta chi ha la forza di guardare la realtà a rendersi conto dell’esistenza di una gerarchia naturale, un sistema di comando che ordina le funzioni della realtà, gli aspetti del Kosmos, i cicli della Natura. Benché difficilmente razionalizzabile, tale ordine impone al mondo una forma di sovranità che va al di là delle congetture umane, pur apprezzabili e formative, ma che spesso eccedono nell’astrarsi dalla realtà risultando quindi fini a loro stesse.

Proprio la considerazione della Natura esterna, porta alla considerazione della propria natura interiore, elemento cardine dell’individualità. La relazione tra la Natura esterna e quella interiore porta l’uomo a collocarsi in modo sempre più consapevole all’interno dell’esistenza.

Quindi dalla considerazione del Kosmos e del rispetto che ne consegue, si innesca un’inevitabile considerazione e rispetto della propria natura interiore. Da qui, la ricerca della propria soddisfazione personale va oltre la mera soddisfazione dei bisogni biologici e approda in una sfera molto più sottile ed esigente: quel desiderio di realizzare Sé stessi attraverso la propria specificità, al pari di un qualsiasi altro elemento presente nell’Esistenza. Celebrare l’ordine naturale delle cose svolgendo la propria azione in armonia con sé stessi e con l’esistenza tutta, diventa una missione esistenziale.

Tale condizione porta ad intuire che, come per la Natura, anche per l’uomo vi sia una gerarchia intrinseca, un sistema di comando che ordina le funzioni individuali: la dimensione umana, per quanto particolare è sempre un’emanazione della Natura, del Kosmos, dell’Esistenza, pertanto va da sé che le regole vigenti siano le medesime. Troviamo quindi anche nell’uomo una forma di sovranità interiore che, se individuata e posta al comando delle proprie funzioni, celebra la vita individuale in armonia con la realtà, il Kosmos, la Natura delle cose, dando un senso all’esistenza del singolo in armonia con il tutto.

Tale armonia si esprime quindi con la propria realizzazione, ossia rendendo concrete le proprie potenzialità ed esprimendole al meglio nel contesto in cui si è immersi, ossia nella Realtà.

Per raggiungere tale scopo bisogna porre al vertice della propria gerarchia interiore quell’elemento di sovranità che permette di gestire al meglio le proprie peculiarità, di valorizzare le proprie qualità, di raffinare la propria esistenza.

Affinché possa essere ascoltato e seguito correttamente, al Principio Egemone – per gli antichi egemonikòn –  devono essere subordinati gli impulsi disordinati e le passioni effimere, che altrimenti lo oscurerebbero con la soddisfazione di piccoli momentanei piaceri.

In questi termini, il rapporto con il Potere passa dal Dominio verso l’esterno al Dominio su di Sé, passando quindi ad un livello di Potere più adulto e strutturato.

Partendo da questo presupposto, una fluida conseguenza sarà la continua scoperta dei propri talenti, che garantiscono le possibilità – il Potere – di cui disporre per esprimere coerentemente a Sé stessi la propria Volontà di Potenza. In questo modo, il desiderio di una sincera soddisfazione e realizzazione di Sé avranno esito garantito.

Va da sé che questa dimensione, se tradita, porta fisiologicamente verso un disordine interiore che si manifesterà come una rabbia e una frustrazione profonde, che daranno vita all’arcinoto malessere esistenziale.

Ciò che viene intimamente ritenuto imperdonabile, è proprio il tradimento verso quella specificità rappresentata dal Principio Egemone che, se ascoltato, porterebbe alla propria realizzazione contribuendo quindi all’Ordine Naturale. Questo tradimento è il vero e unico “peccato originale” che il mondo dei deboli continua a perpetrare contro gli uomini e la Natura, favorendo la Virtualità, la Deresponsabilizzazione e l’Astrazione fine a sé stessa.

Viceversa, una Società che favorisce l’educazione al Potere incentiva la scoperta del Principio Egemone quale Sovrano della soggettività, contribuendo a realizzare persone che agiscono nel concreto del quotidiano, scoprendo, raffinando e infine esprimendo i propri talenti naturali, generando così una naturale gerarchia sociale composta da individui realizzati e soddisfatti, in pace con la propria Volontà di Potenza.

Proprio la vera realizzazione di Sé è la dimostrazione pratica di quel che significa essere un uomo o una donna di Potere, indipendentemente dal posizionamento gerarchico occupato all’interno della società. Ecco perché l’egemonikòn quale chiave per l’autorealizzazione si configura come il più grande nemico della Virtualità.