L'Archè e i Quattro Elementi

L’ARMONIA: IL PRINCIPIO DELLA SALUTE

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Come abbiamo visto nel precedente articolo, nei primi secoli della civiltà greca antica, le persone si rivolgevano agli Dei per la cura della loro salute.

Successivamente però andarono a delinearsi maggiormente i tratti della medicina come disciplina a sé stante, caratterizzata dal metodo concreto ed empirico di indagine sui problemi della salute dell’essere umano.

Inizialmente questo metodo presentava diversi tratti comuni con la cucina, dato che ci si proponeva di utilizzare gli alimenti e le loro proprietà per rafforzare la salute degli individui sani e guarire gli individui malati.

Non tardò però a svilupparsi un approccio più specifico della medicina, lavoro  portato avanti dai filosofi tra il VI e il V sec. a.C.

Molti di loro si occuparono ampiamente di questa disciplina, ma il loro approccio era opposto a quello dei medici veri e propri: i medici-filosofi basavano infatti il loro lavoro su una serie di postulati rigidi e sull’utilizzo di concetti astratti per spiegare le malattie.

Per lo sviluppo successivo del metodo razionale del pensiero di Ippocrate è fondamentale questo nuovo

modo di fare filosofia, che ricadrà sotto la definizione di filosofia della natura: nuova corrente che si pone

l’obiettivo di trovare l’archè, il principio immutabile da cui tutti gli elementi del cosmo si generano.

 

Vari filosofi si confrontano con questa problematica cercando di trovare un Principio Primo che non sia pura e astratta speculazione.

Il filosofo e matematico Talete identifica ad esempio questo principio con l’acqua, come elemento necessario per la vita; Anassimene riconduce l’archè all’aria, intuendone l’importanza per la vita degli esseri viventi; mentre Eraclito identifica il principio di ogni cosa con il fuoco.

Questo dibattito risulta importante ai fini della storia della medicina perché i medici-filosofi di questo periodo definiscono il mondo sensibile come composto da quattro differenti energie, corrispondenti ai quattro elementi naturali: aria, acqua, fuoco e terra.

A questi ultimi corrispondono quattro qualità: freddo, umido, caldo e secco e dall’interazione dei quattro principi fondamentali si crea ogni elemento della realtà, uomo compreso. Questa teoria naturalmente implica il fatto che ogni problema di salute era legato secondo questi medici-filosofi ad uno squilibrio di queste quattro qualità.

 

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Due filosofi si impegnano particolarmente nell’indagine sulla salute umana: Alcmeone di Crotone ed Empedocle di Agrigento.

 

Il primo, parte della cerchia di Pitagora, viene menzionato in testi dell’epoca come “esperto di questioni fisiche” e “il primo che sezionò animali viventi”.

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Della sua teoria ci viene detto che:

 

Alcmeone dice che la salute dura fintantoché i vari elementi, umido secco, freddo caldo, amaro dolce, hanno uguali diritti (isonomia), e che le malattie vengono quando uno prevale sugli altri (monarchia). Il prevalere dell'uno o dell'altro elemento, dice, è causa di distruzione. […] La salute è l'armonica mescolanza delle qualità (opposte).

Aezio, I Presocratici. Testimonianze e frammenti

Questo testo è una chiara testimonianza degli studi di cui Alcmeone e altri medici-filosofi si occuparono: l’equilibrio delle quattro qualità legate agli elementi naturali rappresenta la salute, mentre non appena si crea un disequilibrio l’uomo si ammala.

La cura deve perciò consistere nel ristabilire nuovamente armonia ed equilibrio nel rapporto energetico tra gli elementi.

Per comprendere come questo discorso non sia assolutamente una speculazione teorica, ci basti pensare al fatto che Alcmeone non solo era considerato un grande esperto del corpo umano, ma fu anche il primo a sezionare animali viventi.

Attraverso i suoi studi più pratici, infatti, egli fu in grado di identificare dei canali, chiamati poroi, che connettevano il cervello a tutti gli organi di senso.

Proprio i suoi studi sull’importanza del cervello come centro dell’attività umana e sull’influenza del sangue nella presenza o assenza delle malattie fungeranno da solida base per le più note ricerche di Ippocrate.

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Anche Empedocle da Agrigento, filosofo presocratico contestato per il carattere speculativo delle sue opere, si occuperà del sangue in molte ricerche.

Egli considera il sangue una mistura equilibrata di aria, acqua, fuoco e terra, con il calore quale motore dello sviluppo e crescita dell’uomo.

Anche per Empedocle, così come per Alcmeone, possiamo affermare che vi fu una messa in pratica degli studi teorici: questo medico-filosofo si dimostrò infatti capace di curare e contrastare diverse epidemie essendo a conoscenza del loro processo di insorgenza.

 

Se è vero, come detto, che gli autori ippocratici a lungo furono in polemica con i medici-filosofi che li precedettero, va però riconosciuto che la medicina beneficiò del flusso di scambio di conoscenze tra medici e filosofi, che portò a una diffusione ed elaborazione dei linguaggi, dei concetti biologici e delle ipotesi fisiologiche. 

Questo vivace confronto, in cui si alternavano metodo scientifico e indagine filosofica, speculativa per sua natura, fu fondamentale per svincolare la medicina e farne un’arte a sé stante.